8 marzo 2017 – Giornata di solidarietà femminile

8 marzo Festa della donna

8 marzo – Sciopero bianco delle donne

Sono settimane ormai che se ne parla su tutti i mass media, i social network, i giornali … “lo sciopero bianco delle donne” preannunciato per l’ 8 marzo 2017.

Ma in che consiste questo sciopero bianco? E come potremmo realizzarlo nella nostra Amministrazione nella quale esiste il divieto di sciopero?

Partiamo dalla prima manifestazione pubblica avvenuta in questa data, quella dell’8 marzo del 1917: la rivolta e lo sciopero delle operaie di Pietrogrado che per prime si sono mobilitate per difendere i loro diritti violati di persone e lavoratrici. Ora a distanza di 100 anni da quella data un gruppo di donne Argentine ha lanciato l’invito alla mobilitazione ed ha raccolto l’adesione di oltre 22 paesi proclamando lo SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE con lo slogan: “SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA CI FERMIAMO”.

L’8 marzo anche in Italia ci sarà questa giornata in cui verranno sperimentate forme di blocco della produzione e della riproduzione sociale, reinventando lo sciopero non nel senso stretto della parola con l’obiettivo di produrre un danno economico e di rendere tangibile il ruolo del lavoro nella produzione, ma come vera e propria forma di protesta pacifica contro le forme specifiche di violenza, discriminazione e sfruttamento sia nella sfera pubblica lavorativa che in quella privata.

Sarà una manifestazione in cui le donne affermeranno la loro forza a partire dalla loro sottrazione; alcune associazioni la chiamano: “una giornata senza di noi“.

Questo “sciopero” avrà luogo per segnalare la sottrazione delle donne da una società violenta ed ingiusta nei loro confronti, per ribaltare i rapporti di forza, per mettere al centro le loro rivendicazioni, la necessità di trasformare relazioni, rapporti sociali in casa, a scuola, sui luoghi di lavoro e nelle istituzioni.

Ecco come avverrà: non esiste una sola forma di sciopero da sperimentare. Esistono condizioni di lavoro e di vita molto diverse. Lo sciopero coinvolgerà lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse e casalinghe, tutte coinvolte in molteplici attività produttive e riproduttive che sfruttano le loro capacità.

Per praticare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive ci sono moltissime possibilità per ogni categoria tra le quali: l’astensione dal lavoro, lo sciopero bianco, lo sciopero del consumo, l’adesione simbolica, lo sciopero digitale ecc.

Lo sciopero si rivolge principalmente alle donne, ma ha più forza se innesca un supporto mutualistico con gli altri lavoratori, le reti relazionali e sociali.

E stato fatto un appello a tutti i sindacati di categoria per la convocazione di uno sciopero generale così da permettere di aderire al più ampio numero di lavoratrici dipendenti e a chi gode del diritto di scioperare.

Chi come noi non ha garantito il diritto di scioperare può prendersi una giornata di congedo ordinario o di permesso oppure può attuare questa forma di protesta in famiglia o nel contesto socio-culturale ad esempio non facendo la spesa quel giorno, non acquistando cioccolatini e fiori o semplicemente scendendo in piazza insieme alle altre donne che stanno scioperando manifestando loro SOLIDARIETÀ.

Per consentire anche a chi non può scioperare in altro modo,  saranno organizzati cortei o manifestazioni diurne o serali in tutte le città,  in cui le donne sono invitate a sfoggiare anziché il colore giallo delle solite mimose i colori fucsia e nero per conquistare visibilità pubblica.

Auguro a tutti una buona giornata di solidarietà

Il Presidente del Comitato Donne e Pari Opportunità
Teresa LONGOBARDI

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