8 marzo: Donne, oltre il concetto di ” quote rosa “

Eccomi al consueto appuntamento con tutte voi in occasione di una giornata che come ho ribadito negli anni precedenti vuole essere celebrata come giornata della riflessione per le donne e non giorno della festa delle donne. A voi anche quest’anno le mie riflessioni forse un po’ meno “rosa” degli scorsi anni.

Come voi tutte ben sapete il mio studio sui diritti delle donne e le Pari Opportunità è continuo e trova sempre nuovi spunti e argomenti che mi convincono ogni giorno di più di quanto siamo ancora lontane dal raggiungimento di una parità di genere reale, sia nel mondo del lavoro che nella nostra vita in società ed in famiglia:

  • aumentano i casi di violenza sulle donne nel mondo;
  • alcuni paesi europei come la Spagna introducono limiti assurdi alla loro libertà introducendo veto al diritto delle donne all’autodeterminazione e la scelta di una maternità consapevole(l’ “antiproyecto de ley” del ministro della giustizia spagnolo Gallardón, presentato il 20 dicembre 2013 intende cancellare il diritto di scelta all’interruzione volontaria di gravidanza riconosciuto alle donne spagnole dalla legge del 2010 introdotta dal governo Zapatero);
  • nella Pubblica Amministrazione, nei luoghi di potere politici ed economici c’è sempre e comunque un monopolio maschile…e tutto questo a dispetto di quello che vogliono farci credere e cioè che ormai abbiamo raggiunto in tutto e per tutto la parità con gli uomini anche a livelli apicali e che siamo noi donne a non proporci adeguatamente.

Ecco gli spunti della mia riflessione quest’anno.. non ci lasciamo ingannare dai luoghi comuni dalla falsa tranquillità che ci promettono con la creazione di enti, commissioni e qualsivoglia organismo a tutela della parità di genere…sono specchietti per le allodole.. si parla , si discute si propone ma il tutto poi viene gestito da quello stesso Monopolio maschile che ci ha “consentito” di esistere come organizzazioni a tutela delle pari opportunità.
Le donne sono lontane dalla politica perché la politica LE VUOLE TENERE lontane.

La mia non è sterile polemica ma una testimonianza reale basata sulla mia esperienza di sindacalista della Polizia di Stato a livelli apicali.

In TUTTE le più importanti riunioni nazionali con le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato più rappresentative e l’Amministrazione della P.S. ci sono molte donne a rappresentare la predetta Amministrazione ma NESSUNA tranne la sottoscritta a rappresentare le Organizzazioni Sindacali.

Ma questo non deve assolutamente scoraggiare chi crede e ha sempre combattuto per il rispetto dei diritti delle donne anzi… Lo vediamo tutti i giorni nelle manifestazioni di tante Associazioni Donne che scendono in piazza, nei Flash Mob organizzati a favore di iniziative di genere e nel lavoro incessante delle Consulte Donne Provinciali Regionali e Nazionali nonché delle Consigliere di Parità.

Ci stiamo muovendo… lentamente… con difficoltà… tra mille ostacoli spesso mandando giù bocconi amari ma…. ci stiamo muovendo.

Chiamatela sensibilizzazione, presa di coscienza pubblica, propaganda politica ma c’è.. e questo è già il segno del Cambiamento.

Il 5 marzo scorso al Convegno “Donne e Politica” organizzato dalla Rai dove sono state evidenziate le capacità di alcune donne giunte all’apice della loro carriera professionale, di conseguire importanti risultati anche in presenza di difficoltà, stereotipi e limitazioni, ho avuto il piacere di incontrare una donna straordinaria: Lella Golfo giornalista, politica e imprenditrice italiana definita la “madre nobile delle quote di genere” e la “madrina delle pari opportunità” Fondatrice e attuale Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, deputata eletta nel 2008, il suo nome è legato alla Legge 120/2011 la prima norma sulle quote di genere nella storia della Repubblica Italiana che ha introdotto in Italia le quote di genere nei Consigli di Amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate e controllate dalle Pubbliche Amministrazioni. Definita dalla stampa come la “madrina” delle quote di genere, l’importanza storica della legge sulle quote che porta il suo nome viene ribadito e sottolineato dal Vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding, che aveva già definito la legge italiana come “un esempio da seguire”.

Concludo con un invito a tutte voi donne impegnate per il raggiungimento della parità di genere a non abbassare mai la guardia, a non smettere di lottare per il riconoscimento dei propri diritti e a fare in modo che il valore delle donne vada “oltre le quote rosa” perché laddove viene messa a confronto la preparazione e la professionalità delle donne con quella degli uomini, in percentuale , sono le donne ad essere le privilegiate.

La Coordinatrice Nazionale Donne e Pari Opportunita’
Teresa Longobardi

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