Segnalazione per concorso a Vice Commissario

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Con lo spirito di collaborazione che ha sempre contraddistinto l’ANIP (“Sindacato storico” sin dal 1993 a tutela degli Ispettori e dal 2000 anche dei Funzionari ), apprezzando la sollecitudine e soprattutto l’attenzione rivolta sia nella fase della revisione dei ruoli che in questa fase concorsuale verso il personale interessato, nel visionare verbali della specifica Commissione del concorso in oggetto, redatti il 9 e 10 novembre 2017,

Si segnalano

alcune incongruenze riscontrate in quanto la Commissione ha aggiunto sia nella valutazione dei titoli che nell’attribuzione dei relativi punteggi dei criteri non previsti nelle predisposte domande di partecipazione al Concorso in oggetto e ha contraddittoriamente limitato il valore ad alcuni mentre altri sono stati omessi:

  • al momento della compilazione della domanda il sistema non consentiva l’inserimento di titoli come quelli, a titolo esemplificativo, di responsabile di Squadra di Polizia Giudiziaria e di Capo Segreteria (le Segreterie sono incardinate negli Affari Generali quindi incarico equivalente), pertanto moltissimi colleghi non hanno potuto aggiungerli mentre la Commissione li ha riconosciuti validi nei propri criteri;
  • ugualmente la Commissione ha aggiunto che se la parola di lode è accompagnata da un premio in denaro il punteggio previsto verrà aumentato, tuttavia questo criterio non era indicato nella domanda di partecipazione al Concorso per cui tutti coloro che ne potevano beneficiare non lo hanno potuto inserire;
  • non sono stati rilevati gli incarichi attribuiti e annotati a matricola quali componenti delle Commissioni sia con decreto del Questore (a livello provinciale) sia con decreto del Capo della Polizia (a livello nazionale). Tale valutazione di titolo deve essere aggiunta nei criteri per tutti i componenti (la parte Amministrazione e la parte sindacale) in quanto l’attività sindacale è equiparata al servizio effettivo dalle norme contrattuali;
  • nei TITOLI DI CULTURA:
    la Commissione stabilisce che si “terrà conto del titolo di studio più elevato, che assorbe quelli di livello inferiore”.
    È di tutta evidenza che tale criterio può essere applicato a chi ha fatto un corso di studio in cui ha conseguito una laurea triennale e poi ha proseguito gli studi per acquisire anche la laurea specialistica ma non può essere VALIDO per chi abbia un diploma di laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica o laurea magistrale e consegua o sia in possesso di una seconda laurea di pari livello oppure meno elevata come una laurea triennale. Infatti i titoli di studio risulterebbero differenti e conseguiti con un percorso formativo nuovo e diverso dai quattro a cinque o tre anni che siano. Tale limitazione risulta ancora più grave e contraddittoria se si considera che viene attribuito un punteggio aggiuntivo a master universitari di I e II livello ed equiparati (di 6 mesi o un anno di durata) certamente tutti inferiori ad una corso di laurea di almeno tre anni o più; pertanto è necessario attribuire il giusto valore e riconoscimento anche ai titoli di laurea ulteriori (sommando il punteggio) e limitare il previsto assorbimento della laurea triennale solo al caso di conseguimento utile di quella specialistica;
  • attribuire anche un punteggio alle lauree equipollenti come scienze politiche e sociologia;
  • la Commissione deve riconoscere anche titolo VALIDO con attribuzione di punteggio la CERTIFICAZIONE dei corsi universitari ed esami finali con i quali si è acquisita la conoscenza di ulteriori lingue.
    Rispetto a tali problematiche questa Organizzazione Sindacale ha consigliato agli interessati di produrre ulteriore istanza contenente i titoli per la dovuta valutazione.

Il Segretario Generale Nazionale
dott. Flavio Tuzi

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