Ruolo Direttivo ad esaurimento: gravi discriminazioni nella Polizia di Stato

discriminazione

È triste constatare che l’Amministrazione proprio nel corso dei festeggiamenti per il 166° anniversario della fondazione della Polizia di Stato abbia perso memoria della sua storia e del suo passato di difesa dei diritti dei suoi appartenenti.

In un recente parere un autorevole Ufficio Affari Generali e Giuridici del Dipartimento della P.S. ha espresso una prospettiva parziale e discriminatoria relativamente all’uso del titolo accademico per i ruoli direttivi e dirigenziali ed in particolare se per il personale che riveste la qualifica di Vice Commissario del ruolo direttivo ad esaurimento, debba essere indicato (qualora posseduto) il titolo accademico negli atti e nei provvedimenti emanati dall’Amministrazione.

La ratio e la genesi dell’art. 11 del D.P.R. 28 ottobre 1985 n. 782, (… “Nei rapporti interpersonali è obbligatoria l’indicazione della qualifica o l’uso del titolo accademico. Quando, nel rivolgersi al superiore di qualifica dirigenziale o direttiva, si fa uso della qualifica, alla stessa va premesso il termine <<signore>>.”) è stata dimenticata o non è conosciuta da chi ha espresso il parere.

Infatti si rammenta che la norma in questione è stata predisposta per tutelare, dopo la riforma del 1981, la posizione (signor Tenente, signor Capitano o signor Colonnello) dei nuovi direttivi e dirigenti non laureati, provenienti dagli ex ufficiali-Accademia delle Guardie di Pubblica Sicurezza (6 esami per conseguire la laurea).
L’Accademia è stata sostituita nel 1982 dall’Istituto Superiore di Polizia e nel 1989 è partito il primo corso quadriennale (73°), per il quale (come per gli altri 9 successivi fino all’ultimo corso l’88° del 1998 ) non era richiesta la laurea ma soltanto il diploma di scuola media superiore (3 esami per conseguire la laurea).

In tutti questi anni sino ad oggi non è stato “ impedito” negli ordini di servizio o nelle ordinanze l’uso del titolo accademico per tutti gli “ ACCADEMISTI ”.

Al contrario “l’illuminante” parere non ne consente l’uso, discriminando tra gli appartenenti ai ruoli direttivi. Infatti motiva precisando che: “…non essendo rilevante, ai fine dell’accesso al ruolo direttivo ad esaurimento” sostanzialmente afferma “…è consentito solo ed esclusivamente…” per quei direttivi e dirigenti per i quali era previsto come requisito nella fase di accesso al ruolo.

Gli effetti di questa interpretazione oltre a manifestare un inequivocabile tentativo di “ghettizzazione” nei confronti dei direttivi del ruolo ad esaurimento, ledono anche gli “accademisti” a cui l’Amministrazione ha dato una formazione diretta per conseguire al termine del corso una laurea professionale e in tutti questi anni gli ha riconosciuto una posizione attribuendogli anche il titolo accademico negli atti d’ufficio.

A margine il carattere di incostituzionalità del suo contenuto, il parere risulta non attuale in quanto conferma un criterio di continuità del D.lgs n. 95 del 2017 con il passato. Invece il nuovo e differente orientamento è riscontrabile proprio negli atti istitutivi del ruolo direttivo ad esaurimento che danno rilevanza non solo a titoli accademici come laurea e master attinenti al servizio, ma richiedono anche per l’accesso, uno specifico requisito quale quello del diploma di scuola media superiore utile per l’iscrizione all’università.

Anche il richiamo all’articolo 3 del D.lgs 334 del 2000 per sostenere la tesi discriminatoria risulta un tentativo obsoleto e privo di pregio logico-giuridico che non tiene conto che per l’accesso alle qualifiche di Ispettore Superiore e Ispettore Superiore Tecnico la revisione dei ruoli della nuova Polizia di Stato prevede il requisito della laurea triennale.

Aberrante risulterebbe conseguentemente che un Ispettore Superiore, vincitore del concorso con il requisito della laurea triennale, in occasione di una coopresenza in rapporti esterni all’Amministrazione, possa fregiarsi del titolo accademico mentre un “Accademista” o un Commissario del ruolo direttivo ad esaurimento con laurea, non possa farlo per “un’asburgica” e restrittiva opinione discriminatoria che deve essere assolutamente cambiata.

Il Segretario Generale Nazionale
Flavio TUZI

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